30 Gennaio 2015 – 1° Training & Professional Meeting – Foto e Commenti

1° TRAINING & PROFESSIONAL MEETING 2015

PROJECT FINANCING & COST MANAGEMENT: Quanto ci costano i nostri progetti?

Lo scorso 30 Gennaio si è svolto il 1° Training & Professional Meeting 2015 del PMI Rome Italy Chapter.

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La giornata è stata introdotta da Anna Maria Felici, Presidente del PMI Rome Italy Chapter,  comunicando che gli iscritti al Rome Italy Chapter hanno superato la fatidica soglia dei 1000 soci e premiando il millesimo socio. La Presidente ha illustrato le iniziative in corso riguardo la regolamentazione della professione del Project Manager.

A seguire Giancarlo Duranti, Direttore dello Sviluppo Professionale, ha passato in rassegna i numeri chiave del PMI e del Chapter di Roma; ha, inoltre, presentato il piano 2015 di sviluppo professione nell’ambito del quale assumono importante risalto i SeminarWorld che ritorneranno ad aprile a Roma dopo 15 anni ed ha illustrato gli obiettivi del seminario e il programma della giornata. Nell’arco del 2015 inoltre  si terranno: 5 Training Professional Meeting, gli aperitivi e webinar – con cadenza che diventa mensile su aree specifiche-  ed i seminari in azienda – Microsoft 4 Marzo e Palisade 9-10 Febbraio.

Subito dopo l’introduzione, Lidia D’alessio, Direttore del Dipartimento di Studi Aziendali dell’Università Roma Tre, ha parlato di economicità e project management. La Direttrice ha evidenziato l’importanza dell’obiettivo dell’economicità in tutte le organizzazioni e come, in questo ambito, il cost management diventa il fondamento di ogni politica manageriale che si prefigge di tenere collegati responsabilità, decisioni, gestione e risultati.  La Direttrice ha evidenziato l’importanza anche nella Pubblica Amministrazione della competenza economica che deve affiancare la competenza finanziaria per garantire il mantenimento e la crescita dei valori patrimoniali oltre che assicurare l’equilibrio finanziario: il rispetto dell’equilibrio economico assicura anche l’equilibrio finanziario. La D’Alessio ha ribadito che in un progetto una delle componenti fondamentali è l’analisi finanziaria cioè la valutazione dei risultati a valle della programmazione, in questo scenario il  cost management è la base della economicità del progetto in quanto l’obiettivo del cost management è quello di soddisfare il pagamento di tutti i costi ma anche il ripristino di tutti i beni patrimoniali. Concetti quali efficienza ed efficacia  sono misure che qualificano l’economicità del progetto nel tempo, questi riferimenti non dovrebbero mai essere tralasciati da un PM. La Direttrice ha inoltre evidenziato che nella PA spesso non esiste coerenza tra costi e flussi di ritorno, in quanto in ambito pubblico è difficle classificare i ricavi ed inoltre la spesa imputata per un bene è spesso inferiore al costo totale di un bene e quindi l?Economicità di un Progetto non è misurabile

A seguire Graziano Nigro, Direttore Area PPP e Finanza per le Infrastrutture, ha spiegato il significato di Partenariato Pubblico-Privato (PPP) nell’ambito degli attuali processi di cambiamento della “città europea” evidenziando che non è solo un’iniziativa economica, ma anche di inserimento di competenze tecniche assenti nelle OO.PP. Inoltre, ha presentato quale modello di PPP  adottare per le OO.PP come il PPP sia un’opportunità per il rilancio degli investimenti pubblici dopo il “crollo” iniziato nella seconda metà degli anni 2000, quali sono gli strumenti di finanza dedicata per il PPP, JESSICA (Joint European Support for Sustanaible Investment in City Areas), strumento della Commissione europea e della BEI per gli investimenti in PPP nelle aree urbane. Infine ha presentato come case study il programma di valorizzazione di un bene demaniale senza utilizzo di fondi pubblici.  Nigro ha  anche parlato del  finanziamento delle opere pubbliche tramite i capitali privati, in questo contesto i contratti PPP sono utilissimi. Ci sono infatti una vasta gamma di modelli di copertura tra il settore pubblico e quello privato. Tali contratti prevedono che il committente (l’ente pubblico ) definisca gli obiettivi, mentre  l’ente privato ha la responsabilità della realizzazione e la gestione dei fornitori di servizi. Di solito questo contratti prevedono un tempo di collaborazione di circa 25-30 (con equivalente fido finanziario per l’ente privato) ed i rischi sono ripartiti tra pubblico e privato in base alla capacità di contrattazione.

Dopo la pausa di networking, è stato il turno di Antonio Ortenzi, Construction Management Consultant e fondatore di Cost Control. Partendo dal cost management del PMBOK® che ci indica come redigere un budget nella fase di pianificazione e ci offre strumenti di input ed output nel monitoraggio e controllo tramite il Cost Control,  Antonio ha messo in evidenza come il project financing  debba contenere una visione più ampia nell’affrontare l’argomento costo dell’opera per il suo intero ciclo di vita che va dalla programmazione alla dismissione, ovvero, il Life Cycle Costing. Attraverso esempi pratici che tengono conto del risparmio energetico, del valore residuale e costi di dismissione ha enfatizzato quanto la tecnologia dei materiali sia importante ai fini di una concreta sostenibilità di un progetto. Il calcolo e l’ottimizzazione dei costi, quindi non tiene conto solo della  fine dei lavori e della fruizione da parte dell’utente  finale, ma va oltre,  computando, in fase di budget, oltre al costo di costruzione anche quello di gestione, manutenzione e dismissione. Si parla di Ciclo di Vita dei Materiali: dalla progettazione – il materiale deve essere progettato per essere riutlizzato – al riutilizzo del materiale  stesso dopo la chiusura del progetto. Come esempio ha anche specificato che il Present Value deve tener conto anche dei costi energetici di un Edificio in Costruzione. Ha utilizzato il termine “circle” per una porzione del progetto e Cycle per l’intero Cycle di vita dell’edificio. Antonio ha poi concluso l’intervento accennando gli ultimi Project Financing importanti in Italia in campo delle infrastrutture (Bretella di Ancona, Autostrada Ragusa-Catania, Bretella Campogliano-Sassuolo) con i relativi indici di ritorno (ROI).

A chiudere l’intensa mattinata Marco Daccò, Resp. Pianificazione Tecnica Telecom Italia Information Technology) che ha spiegato come la pianificazione e il modello di controllo di un’iniziativa informatica vivano sempre la dicotomia tra ricerca dell’utilizzo di metriche industriali, ripetibili e standard e le specificità/singolarità della singola iniziativa di realizzazione di un prodotto “intangibile” quale è il software. Nel suo intervento Marco ha raccontato l’esperienza in ambito Telecom Information Technology in termini di metriche software adottate e pattern utilizzati in una delle realtà di sviluppo software maggiormente articolate a livello italiano: l’applicazione realizzata da telecom per condividere le informazioni tramite un log aggiornato dei vari issue sui Requisiti consente ad esempio la visualizzazione di un Status Report in modo automatico,

Marco ha poi precisato che per garantire un corretto allineamento della dimensione economica alla dimensione industriale Telecom fa leva su modelli di pianificazione Activity Based Cost (ABC), che consentono di partire senza budget di funzione preallocati, trasformando gli economics di progetto da moneta a moneta di scopo (contestualizzata, da spendere per fini specifici e con una scadenza)  , da allocare lungo il corso del progetto. Marco ha poi concluso affermando come la pianificazione debba puntare a costruire focus sulle singole iniziative, investendo su strumenti social che diventano l’identità digitale del progetto stesso perché l’integrazione e la comunicazione migliorano i KPI di progetto.

Dopo la pausa pranzo, Giunio Faustini, Direttore Corporate Risorse per Roma e Andrea Vignoli, Direttore  FITT srl, hanno presentato i vantaggi della partecipazione degli Enti Locali e delle società partecipate, a progetti finanziati dai fondi comunitari a gestione diretta. Ovvero, come accedere a partenariati internazionali e quali attività preparatorie è necessario mettere in atto per affrontare la sfida globale di accesso a tali importanti strumenti finanziari. In particolare hanno analizzato i benefici attesi e le problematiche che i nostri Enti devono superare per essere competitivi a livello europeo. Giunio ha fatto presente come ormai le risorse siano sempre più scarse e ne risentano in particolare i cittadini che non possono fruire di infrastrutture e servizi adeguati. La possibilità di accedere ai fondi europei è un’opportunità interessante, ma molto complessa poiché presuppone conoscenza delle regole ma anche attività progettuale per predisporre le richieste di fondi comunitari. La criticità è la mancanza di divulgazione, le Istituzioni non conoscono a sufficienza i benefici e non dispongono di struttura che si occupi di capire e cogliere tale opportunità.  Non si investe sui professionisti che possono gestire per gli Enti stessi le difficoltà di accesso ai fondi con il rischio di non potervi  più accedere.   Andrea Vignoli ha poi preso la parola evidenziando quale aspetto importante la spinta sulle Amministrazioni Pubbliche per spendere bene i fondi che l’Europa destina ogni 7 anni, articolati tra fondi diretti, destinati direttamente al territorio europeo e fondi indiretti, destinati ai singoli stati membri, che li rendono poi disponibili internamente. Giunio e Andrea hanno presentato tree case study in rappresentanza dell’esperienza di Risorse per Roma S.p.A., i progetti di cooperazione territoriale SidigMed, GreenITNet e CLUE.

A seguire Filippo Alessandro, Consulente di Project Management. Nel suo intervento ci ha sollecitato a guardare avanti per affrontare le crisi in modo proattivo ricordandoci che la stima delle attività e delle risorse necessarie al cambiamento richiesto dall’evoluzione dello scenario finanziario globale è stato un elemento di successo per alcune organizzazioni nel futuro centro del ciclone. Filippo ci riporta in sintesi l’approccio di una delle più grandi banche private greche verso la regionalizzazione nei Balcani: la visione strategica, la considerazione di tutte le componenti essenziali del cambiamento e le stima delle risorse necessarie al programma di trasformazione. Gli strumenti di estimo sono stati applicati in modo flessibile per tener conto della cultura aziendale e delle lezioni apprese dalle precedenti esperienze, ma l’ambizione era quella di tener conto completo di tutti gli elementi di costo e di tempo necessari. Il confronto fornito di come il programma si è svolto ha consentito ai presenti un confronto dei consuntivi con la pianificazione approvata nel Budget.

Nel penultimo intervento della giornata Tiziano Costa, Project Manager del progetto Sarah, di Thales Alenia Space Italia ha evidenziato come, nell’ambito dei processi di Project Management, il Metodo dell’Earned Value (EVM) nelle sue varie forme è utilizzato sia per la misurazione delle prestazioni che delle previsioni a finire. Infatti, integrando le misurazioni dell’ambito dei costi e della schedulazione di progetto è possibile aiutare il gruppo di Project Management a valutare le prestazioni e lo stato di avanzamento del progetto per anticiparne gli esiti. Questa tecnica di project management, utilizzabile in qualsiasi settore, richiede la definizione di una baseline integrata rispetto alla quale misurare le prestazioni durante lo svolgimento del progetto e l’accurata valutazione del avanzamento delle attività progettuali. Tiziano ha presentato le linee guida e le metodologie adottate da Thales Alenia Space Italia che ha da tempo inserito l’EVM nell’ambito del monitoring and controlling dei più importanti Programmi Spaziali. .  L’esigenza nasce dal fatto che la nuova organizzazione aziendale passa da un modello funzionale ad un modello di tipo deliverable ed i costi associati ad un progetto si ripartiscono per work package. La  nuova struttura organizzativa di un progetto prevede un Project Manager un Control Account Manager ed un Work Package Manager. Il progetto, partendo dalle WBS,  viene quindi suddiviso nei vari centri di costo la cui responsabilità è demandata al Work Package manager. Da qui l’utilizzo del metodo EVM, unitamente alla piattaforma di project management  Primavera, indirizza i vari attori alla gestione dei costi con stime a finire, tendenze di costi e tempi il tutto integrato in un’unica visione d’insieme.

A chiudere la giornata Stefano Amista, Product Manager STR – TSS Gruppo Team System, ha illustrato i vantaggi nell’adozione di un approccio BIM (Build Information Modelling) in un progetto e le evoluzioni conseguenti dei  processi di pianificazione e controllo. Nella prima parte Stefano ha spiegato cosa si intende per BIM e la compatibilità di questo approccio con i concetti di PLM. Ha illustrato poi, come questo tipo di approccio sta cambiando il modo gestire la realizzazione di opere nel settore dell’edilizia e delle infrastrutture e le conseguenze in Italia. In seguito ha spiegato i diversi aspetti tecnici propedeutici ad un controllo di progetto con approccio BIM come i sistemi di interscambio di informazioni basati su standard IFC e le procedure di Quantity Take Off. Stefano ha concluso il suo intervento presentando le evoluzioni dei sistemi di pianificazione e controllo dei tempi e dei costi di un’opera grazie all’introduzione di nuovi cruscotti e dashboard visuali 5D; questi forniscono  una visione dell’avanzamento di un progetto mostrando l’opera progettuale aggiornarsi nelle varie fasi e “costruirsi” man mano che i costi di progetto si attualizzano

Alla chiusura lavori Giancarlo Duranti ha ringraziato tutti i relatori per i tanti stimoli di approfondimento sul tema del finanziamento dei progetti e della gestione dei relativi costi e ci ha dato appuntamento al prossimo incontro il 5 febbraio 2015 al 1° aperitivo di Project Management 2015.

 

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