Terzo Aperitivo di Project Management 2014 – Foto e commenti

Avete presente il volo dell’ape ? Attorno a questa suggestiva metafora è ruotata, lo scorso Mercoledì 26 Novembre, la relazione del nostro ospite, il Dott. Antonio Isabella in occasione del 3° Aperitivo di Project Management del 2014 nella ormai familiare ed accogliente location della “Libreria Assaggi” di Roma. Vi chiederete, cosa c’entra il volo dell’ape con il Project Management ? Ci arriviamo subito ma prima occorre una breve premessa.

Il nostro ospite con il suo bagaglio di oltre quarant’anni di esperienza nei Board di grandi aziende (dal chimico, al farmaceutico passando per l’automotive) e di docenza in importanti e prestigiosi atenei (dall’Università Bocconi, alla Sapienza, alla Luiss, etc.) è il fondatore della “Scuola di Sermoneta”, una Business School per la formazione manageriale e lo studio del comportamento aziendale. Dal 2010, guida un gruppo di ricerca, sponsorizzato da una importante multinazionale, vero e proprio cantiere di ricerca la cui mission è quella di studiare e formare le figure manageriali aziendali sotto il profilo della leadership, motivazione, competenze emozionali e soft-skill.

Antonio Isabella sottolinea come Il nostro modo di concepire il lavoro si ispiri ancora oggi al vecchio paradigma dell’organizzazione scientifica del lavoro, nato nel ‘700 a valle della Rivoluzione Industriale, che vede la “funzione”, il “compito” come perno attorno al quale sono costruiti e gestiti i processi aziendali nonché la stragrande maggioranza dei sistemi premianti delle aziende stesse.

Ma questa concezione oggi, nell’era digitale, vero e proprio passaggio epocale che vede tutti noi interconnessi ai nostri simili ed alle cose che ci circondano, che cambia il nostro modo di essere nel mondo, le nostre relazioni, il nostro modo di comunicare e l’intimo rapporto con noi stessi, può ancora avere un senso ?

Passare dal concetto di “compito” a quello di “risultato” è la chiave di volta per approcciare con successo la nostra era: il “compito” è del singolo mentre il “risultato” è perseguibile solo dal team, dall’agire sinergico di una squadra.

Eccoci quindi alla “logica sistemica” dello sciame: l’ape che vola da sola ha poca rilevanza per il funzionamento del sistema sciame ma il suo contributo, assieme a quello di tutte le altre api, concorre a produrre il risultato ultimo, a perseguire l’obiettivo finale.

Ed ecco, continua il Dott. Isabella, che esistono all’interno delle organizzazioni, alcune figure chiave sulle quali è necessario far perno per operare il cambiamento, veri e propri agenti di contaminazione culturale: il Project Manager è una di queste determinanti figure.

Il Project Manager deve farsi coach e spingere il suo team verso la competenza e non la mera conoscenza, deve aiutare le organizzazioni, superando i piccoli egoismi individuali o settoriali, ad agire nella logica del sistema, in un approccio collaborativo e contributorio in cui ognuno di noi partecipa al risultato finale con le sue capacità uniche e la propria autonomia decisionale.

L’ecosistema aziendale in cui il PM opera deve farsi sponsor di questo cambiamento, deve considerare il risultato aziendale come il proprio fine ultimo e l’elemento più importante nel proprio sistema di valori ed aiutare il PM stesso ad operare un cambiamento, difficile e lacerante ma necessario, nel proprio DNA culturale.

 

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