3° Training & Professional Meeting – Foto e Commenti

CHANGE & INNOVATION – Il Project Management come motore del cambiamento.

 

Lo scorso 18 giugno  si è tenuto presso l’Università degli Studi Roma Tre, il 3° Training & Professional Meeting del 2014, sul tema “CHANGE & INNOVATION – Il Project Management come motore del cambiamento”. L’evento ha visto la partecipazione di più di 100 persone.

Tanti gli interventi e le testimonianze di professionisti del settore, alternate a quelle di membri del Chapter, accompagnati da alcuni video che hanno tenuto alta l’attenzione degli ospiti intervenuti.

Il primo intervento è stato effettuato congiuntamente da Anna Maria Felici (Presidente del PMI Rome Italy Chapter) e da Sergio Gerosa (Direttore Programmi e Sviluppo Professionale del Chapter) che oltre ad introdurre l’agenda della giornata hanno illustrato le prossime iniziative che il Chapter promuove a supporto dello sviluppo e diffusione del Project Management. La nostra Presidente ha poi fornito un avanzamento lavori sul tema “Legge 4-213 e dintorni…, spiegando lo sforzo che sta facendo il Chapter per salvaguardare la professionalità del Project Manager, all’interno di un contesto internazionale, non limitandosi quindi ad affrontare le sole specificità del nostro Paese, Ho inoltre illustrato le numerose collaborazioni in corso con l’Università, mirate alla diffusione del Project Management anche in tale contesto formativo. L’introduzione ai lavori è stata poi chiusa da Sergio Gerosa che ha comunicato come gli associati al PMI Rome Italy Chapter abbiano ormai superato quota 930 (erano circa 800 ad inizio d’anno), come anche gli iscritti al corrispondente gruppo Linkedin, che hanno varcato la fatidica quota 1000.

Subito dopo l’introduzione, Salvatore Merando (Presidente Assochange, Associazione Italiana di Change Management – Senior Advisor Management Consulting Talent & Organization in Accenture) ha spiegato come per fare change management bisogna andare oltre il buon senso, che non è sufficiente per traguardare l’OTTIMO. Ha spiegato che il change management è importante per la formazione professionale dei Project Manager in quanto il Mondo sta cambiando e siamo in presenza di una nuova ERA. Diventare agili è la nuova sfida dei CEO. Ha illustrato, secondo la metodologia Accenture, i 7 key factors che ogni buon progetto di trasformazione deve rispettare per avere successo, tra cui i più rilevanti sono l’allineamento alla strategia dell’azienda e l’introduzione del change management in ruoli chiave dell’organizzazione aziendale. Merando ha poi sintetizzato 5 linee guida operative per perseguire il cambiamento: 1) Approccio pervasivo, indicando nel 12%-15% del valore di progetto il budget da destinare al change management per ridurre il 70% circa di fallimento di progetti; 2) Presidio organizzativo permanente che si occupi di C.M., diffondendo tools, cultura e metodi all’interno dell’azienda; 3)Competenze diffuse; 4) Change Network; 5) Change Analytics, che consenta di comprendere come il cambiamento stia influendo sulla business performance e se i change project objectives siano stati raggiunti. Merando ha chiuso il suo intervento richiamando l’importanza di misurare il cambiamento con costanza e utilizzando strumenti innovativi per anticipare possibili problemi ed evitare fallimenti.

Paola Iemmallo (Director Area HR in Hotel Principe di Savoia Milano) ha iniziato il suo intervento illustrando l’approccio all’innovazione in Dorchester Collection, attraverso il racconto del caso Hotel Principe di Savoia. La Iemmallo ha evidenziato come le key words diffuse in tale ambito siano “innovatore”, “rivoluzionario”, “guardare oltre gli orizzonti”, “rendere possibile l’impossibile”. In sintesi secondo la Iemmallo l’innovazione è l’anello di congiunzione tra tradizione e futuro, cioè fare qualcosa di diverso costantemente ogni giorno, condividendo miglioramento e coraggio. Ha poi concluso il suo intervento citando l’approccio delle 3i all’innovazione: Insight (analisi punti di forza vs debolezza); Ignite (generazione idee brillanti); Implement (creare un piano d’azione).

Dopo il Networking Coffee che ha favorito lo scambio di impressioni tra i numerosi invitati interventi all’evento, Giuseppe Fioramonte (Partner & Head of Sales in Impact Italia), nel corso del suo intervento ha spiegato l’importanza della resilienza, che esprime la capacità di far fronte in modo positivo agli eventi traumatici e di riorganizzare positivamente la proprie vita dinanzi alle difficoltà. Ha coinvolto i numerosi soci presenti in aula sottoponendo un test che ha evidenziato come emerga pressione nel lavorare in multitasking, che può richiedere maggior tempo, presenta maggior rischio di errori ed aumenta lo stress. Proprio da quest’ultimo concetto è ripartito Fabio Sparatore (Partner Senior Consultant in Impact Italia) che ha proseguito l’intervento, spiegando che si tratta di un meccanismo adattativo che mette il nostro fisico e la nostra mente in condizione di affrontare situazioni di particolare criticità. In tal senso, ha spiegato Sparatore, lo stress non è né buono né cattivo, è semplicemente una reazione mentale/psicologica che ci aiuta ad affrontare una situazione nuova. Successivamente ha introdotto il concetto di Mindfullness, inteso come piena consapevolezza, ovvero un insieme di tecniche che consentono di aumentare la consapevolezza di ciò che accade momento per momento, in modo da essere più presenti a noi stessi. Ha origini lontane (nata oltre 2.500 anni fa) e permette di interrompere gli automatismi e coltivare la nostra capacità di essere consapevoli, attenti e presenti continuamente. E’ possibile praticare la mindfullness mediante pratiche formali (meditazione, respiro, pensiero, emozioni) e pratiche informali (mangiando, lavorando, camminando, ecc.). Sparatore ha quindi coinvolto gli associati sottoponendoli ad un esperimento di relax e di concentrazione su se stessi, spiegando che si possono ottenere importanti benefici attraverso una pratica regolare: aumento della creatività, incremento dell’autoregolazione, miglioramento della percezione, delle capacità mnemoniche e cognitive. In ultimo battuta migliorando la propria resilienza, ovvero di resistere ai traumi senza spezzarsi.

Andrea Montefusco (School of Management & Center for Research on Innovation, Organization and Strategy, Università Bocconi) nel corso del suo intervento ha parlato del Project Change Management, intendendo  l’innovazione dal pensiero all’azione dinamica. Ha spiegato come nell’innovazione bisogna occuparsi delle cose piccole, e che nel change project management gli agenti del cambiamento sono degli attivatori che possono generare l’effetto valanga vs la totalità della popolazione.

Alessandro Garofalo (Fondatore e titolare di Idee Associate), dopo il Network Lunch, ha letteralmente tenuto alta l’attenzione della platea parlando di Innovazione perseguita mediante ricorso a paradigmi, paradossi e multisensorialità. Ha spiegato come sia necessario concentrarsi sul paradigma del problema esistente, sviluppando una capacità saggia di rompere le regole. Allo stesso tempo è importante ragionare per paradossi, senza farsi condizionare troppo dalla regola. Garofalo ha poi spiegato come, a differenza di quanto affermava Edison che riduceva all’1% la fase di creatività (inspiration) rispetto al 99% di Perspiration (pratiche di Project Management), lui ritenga che sia necessario un maggiore equilibrio tra parte convergente e divergente, alzando al 10% la fase creativa. Ha poi ribadito come siano necessari strumenti più forti di pianificazione per migliorare l’innovazione che purtroppo non è molto diffusa per la presenza di  eccessiva complessità, priorità diverse, obiettivi di breve termine e poiché spesso non si conosce bene il problema da affrontare (non si dispone cioè di indicatori che ne consentano la misura). Garofalo ha poi toccato il punto della multisensorialità, spiegando la necessità di affinare la capacità di leggere emozioni e sensazioni che possono incrementare la generazione di nuove idee. Infine ha spiegato che il team ideale è composto da 4 componenti equilibrati, assimilabili ai colori: il rosso della visione, il giallo della contaminazione e cross fertilization, il verde del sognatore libero dai condizionamenti ed il blu di chi trasforma l’idea in un prodotto.

Gianfranco Rebora (Prof. Organizzazione Aziendale – Università LIUC Cattaneo di Castellanza, autore del libro “Change Management. Come vincere la sfida del cambiamento in azienda)  ha parlato di un modello a tripla elica del cambiamento organizzativo, spiegando l’applicazione al project management. Nel corso del suo intervento il Past President di Assochange ha illustrato i fondamenti teorici del cambiamento organizzativo, al centro dei quali si pone la leadership che fa da collante. Ha poi introdotto la tripla elica del cambiamento, basta sulla relazione tra learning, power e resources development, spiegando l’importanza del bilanciamento tra le 3 eliche.  Ha poi fornito una visione suggestiva del progetto inteso come un organismo vivente, imperfetto, in continua evoluzione, praticamente un “garbuglio”. Ha quindi concluso vedendo come Manager del futuro colui che si fa carico  della complessità e guida il cambiamento.

Sergio Gerosa (Supply Chain Director in Thales Alenia Space Italia) ha concluso la giornata con un’interessante intervento sulle lezioni di change management apprese dall’esperienza di Apollo 13: 1) essere sempre pronti ad affrontare il cambiamento; 2) assumersi la responsabilità del cambiamento; 3) di fronte a cambiamenti improvvisi bisogna saper mantenere il controllo dei nervi; 4) saper affrontare il cambiamento intorno a noi ed agire di conseguenza; 5) analizzare tutte le opzioni possibili ed evitare scelte avventate, anche in situazioni di crisi; 6) il fallimento non è contemplato; 7) il possibile l’abbiamo fatto, adesso facciamo l’impossibile; 8) usare il lateral thinking per risolvere aspetti non risolvibili in modo standard; 9) rivalutare la soluzione alla luce delle nuove condizioni al contorno; 10) la prima condizione perché una cosa funzioni è crederci; 11) in un contesto di cambiamento anche gli obiettivi cambiano ed un grande fallimento può trasformarsi in un grande successo. Gerosa ha chiuso il  suo intervento ricordando quanto affermato da Churchill: “Il successo è passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo”!

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